Le nostre radici

Una grande famiglia di quattromila famiglie. Una storia di impresa e cooperazione che affonda le radici in un passato secolare e si dirama in un futuro radioso.

Già alla fine del XVII secolo, in Val di Non si coltivano il gelso e la vite: lo testimoniano i diplomi che i nonesi ricevono nelle principali mostre ortofrutticole dell’impero Austroungarico per la qualità delle loro produzioni. Sono i primi riconoscimenti ufficiali dell'innata vocazione frutticola e dell'intraprendenza delle genti delle Valli del Noce.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, alcuni agricoltori hanno la felice intuizione di introdurre la coltivazione di meli e peri sugli impervi pendii delle montagne della Val di Non. Nell’arco dei vent'anni successivi, la melicoltura diventa l’attività agricola più importante di tutta la valle, grazie alla diffusione dei sistemi di irrigazione, all’aumento di professionalità e specializzazione nella coltivazione, all’incremento dei consumi di frutta e infine alla diffusione della mentalità e delle strutture cooperative.

Nascita, crescita e diffusione delle strutture e della mentalità cooperativa
Qui di seguito sono riportate le principali fasi di tale fondamentale processo evolutivo.

Anni ’70: Nascono le cooperative 

Un piccolo gruppo di agricoltori si impegna personalmente a diffondere la cultura della cooperazione. Vengono così fondate 17 cooperative frutticole di primo grado ovvero in cui i soci frutticoltori sono persone fisiche. Insieme con i dipendenti, i soci costitutori superano enormi difficoltà e ostacoli di ogni genere – burocratico, organizzativo, finanziario etc – che avrebbero probabilmente stroncato la volontà di chiunque non avesse avuto le loro stesse doti di determinazione, caparbietà e costanza, tipiche delle persone nate e cresciute in montagna.

Anni ’80: Crescono le cooperative

Le 17 cooperative vedono aumentare il numero dei soci e la quantità di frutta prodotta; investono in strutture e tecnologie via via più moderne; conquistano nuovi mercati e clienti; favoriscono la diffusione di efficaci tecniche agronomiche, sempre più rispettose dell’ambiente. E competono fieramente le une “contro” le altre in modo da generare, ciascuna per i propri soci, i migliori risultati possibili.1989: nascono il Disciplinare di Produzione della Mela della Val di Non, il Consorzio per la valorizzazione della Mela della Val di Non e il marchio Melinda. Le mele coltivate in Val di Non sono apprezzate e valorizzate per la loro bontà in tutti i mercati nazionali ed esteri, ma questo fa proliferare l’offerta di mele ingannevolmente dichiarate “Val di Non”. Per Melinda, contrastare la contraffazione è molto difficile perché non esiste ancora alcuna legislazione sulla protezione della denominazione di origine. Nasce così la necessità di registrare un marchio d’impresa che identifichi con certezza la vera origine Val di Non delle mele coltivate e commercializzate dalle cooperative,  il cui uso possa essere normato e difeso. Per questo, le 17 cooperative decidono di cooperare tra loro. Definiscono e adottano in modo congiunto un Disciplinare di Produzione della Mela della Val di Non che normi tutti i diversi aspetti del processo produttivo: dalla zona di produzione (esclusivamente Val di Non e Val di Sole) ai metodi di produzione (ad esempio, la Produzione Integrata per il rispetto dei cicli naturali del frutteto, il ricorso ad antagonisti naturali dei patogeni vegetali e l’utilizzo di agrofarmaci solo sotto stretto controllo tecnico e in casi di assoluta e inderogabile necessità, utilizzando soltanto quelli dotati del migliore profilo eco-tossicologico); dagli standard di qualità di prodotto e di processo ai relativi metodi di controllo. Per promuovere il prodotto attraverso la pubblicità e fare in modo che venga rispettato questo Disciplinare, le cooperative creano tutte insieme il Consorzio per la Valorizzazione della Mela della Val di Non  che, nel 1989, registra (in Italia e nella Comunità Europea) il marchio d’impresa Melinda, utilizzabile esclusivamente per identificare le mele che rispondono ai requisiti di zona di origine, metodi di ottenimento e standard qualitativi. Il primo slogan creato per Melinda è: “Se non è Melinda, non è Val di Non”.

Primi anni ’90: Melinda va in TV!

Le 17 cooperative comprendono il grande valore aggiunto del marchio comune che consente di riconoscere e scegliere con facilità mele davvero nate e cresciute in Val di Non, con le ben note caratteristiche dei frutti coltivati in questa zona. E capiscono che, per aumentare la notorietà del marchio, sono necessarie azioni di mass market e l’utilizzo dei mass media. E così, nel 1992, per la prima volta in Italia, in Europa e nel Mondo, una mela - Melinda - è protagonista di uno spot messo in onda sulle principali reti televisive nazionali. Per la prima volta, l’agricoltura adotta tecniche di comunicazione che fino ad allora erano state usate esclusivamente dall’industria. È subito un grande successo: Melinda diventa la mela più famosa d’Italia e ancora oggi, nonostante la comparsa di diversi altri marchi, continua ad avere tale indiscusso primato.

1994: Le cooperative cooperano tra loro anche sul piano commerciale

Aver dato lo stesso nome alle mele ha fatto diventare sorelle anche le cooperative della Val di Non, partner le une delle altre. Il primo risultato concreto di questo cambiamento di mentalità è la decisione di commercializzare il prodotto destinato alla trasformazione industriale in modo centralizzato e unitario. Si tratta soltanto del 4% della quantità e del 2% del fatturato, ma è un passo enorme in termini concettuali: le 17 cooperative decidono di unire le forze e collaborare per eliminare la concorrenza interna e per tentare di generare i migliori risultati per tutti i soci. 

1997: Apre MondoMelinda 

MondoMelinda è il centro visitatori del Consorzio Melinda, il luogo dove trovare e degustare tutte le specialità Melinda e scoprire i segreti di coltivazione, conservazione, selezione, confezionamento e spedizione delle mele Melinda e le caratteristiche uniche del territorio dove nascono e crescono. MondoMelinda è una realtà che continua a crescere. Gli oltre 40.000 visitatori annuali vivono un’esperienza unica e indimenticabile.

1998: Nasce il Consorzio Melinda

I buoni risultati ottenuti dalla collaborazione tra le 17 cooperative – che nel frattempo sono diventate 16 a seguito della fusione di due di loro – insieme con la promulgazione dei regolamenti comunitari relativi all’O.C.M. (Organizzazione Comune dei Mercati), nel 1998 portano alla costituzione del Consorzio Melinda. È una cooperativa di 2° grado (i cui soci sono entità giuridiche e non persone fisiche) alla quale aderiscono fin da subito 13 cooperative di 1° grado. Il Consorzio viene delegato a svolgere tutti i compiti propri del Consorzio di valorizzazione (che cessa di esistere) ma anche – e soprattutto – a organizzare la vendita centralizzata del 100% della produzione delle 13 cooperative aderenti. I Direttori cessano di essere alle dipendenze delle cooperative che, in molti casi, loro stessi hanno contribuito a far nascere e crescere, e diventano tutti parte dello stesso team Melinda, dividendosi tra loro ruoli e responsabilità sulla base di talenti, competenze ed esigenze del nuovo grande Consorzio comune. I Presidenti diventano Consiglieri di Amministrazione e tra essi viene eletto il Presidente di Melinda...

1998-2002: Il Consorzio Melinda al completo

Dopo due anni, anche le tre cooperative che non erano entrate subito nel Consorzio decidono di far parte della compagine sociale, ricompattando così l’unitarietà della melicoltura delle valli del Noce. Ma come spesso succede con i nuovi progetti, la partenza del nuovo Consorzio è molto difficoltosa a causa anche di forti grandinate, gravi gelate e surplus produttivi internazionali.

2000: Melinda e MelaSì: gemelle, ma diverse.

Il 19 settembre 2000, proprio il giorno prima dell’inizio della raccolta, la Val di Non e la Val di Sole vengono flagellate dalla più forte e distruttiva grandinata che si ricordi. La metà del raccolto di Melinda viene distrutta e il rimanente è seriamente danneggiato. Il morale di tutti è a terra: il 1998 era stato un anno di prezzi bassissimi, il 1999 il raccolto compromesso da una forte gelata durante la fioritura e il 2000 sembrava finalmente l’anno della riscossa. E invece…
Ma si sa: la gente di montagna non è stata abituata a piangersi addosso.
Con uno scatto d’orgoglio e il supporto di una importante agenzia di comunicazione, nasce la campagna pubblicitaria “Melo-dramma” che presenta agli italiani il nuovo marchio MelaSì, un bollino giallo invece che blu, in una confezione gialla.
Le mele sono gemelle delle Melinda, sono nate nello stesso territorio e sugli stessi alberi. Sono state coltivate dagli stessi esperti frutticoltori e nel rispetto del medesimo stringente Disciplinare. E soprattutto sono buone e sane come le Melinda. 
Semplicemente presentano delle lievi imperfezioni estetiche causate da fenomeni naturali come appunto la grandine, il freddo o il vento. Ma costano meno delle Melinda. 
MelaSì: la mela per chi è attento al prezzo, ma non vuole fare compromessi sulla qualità.

 

2002: Il piano strategico e il rilancio

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio, nel 2001, decide di definire alcuni obiettivi strategici da raggiungere, come l’adeguamento delle sale di lavorazione, il bilanciamento dei canali distributivi, il miglioramento dell’assetto varietale e la revisione dell’organigramma. 
2003: la Mela della Val di Non: la prima e unica mela italiana a Denominazione di Origine Protetta. Molto protetta.
La Mela della Val di Non, nelle varietà Golden, Red e Renetta, che rappresentano circa il 95% della produzione di Melinda, viene insignita del riconoscimento di DOP Mela Val di Non dalla Comunità europea. È la prima volta che una mela italiana ottiene un riconoscimento così prestigioso a suggello dell’assoluta originalità e distintività delle mele Melinda.  

2003-2009: Melinda cresce 

Tutte le strutture e infrastrutture finora gestite in modo indipendente dalle 16 cooperative entrano in possesso del Consorzio, come un asset unico e comune, per ottimizzare la produttività degli impianti e migliorare il servizio al consumatore. Alcuni vecchi centri di confezionamento vengono riconvertiti, per una maggiore capacità di frigo-conservazione e per accogliere la crescente produzione. Tre centri di selezione e confezionamento sono completamente ristrutturati e adeguati allo stato dell’arte mondiale in termini di tecnologia applicata. Viene introdotta la varietà Gala e Fuji per favorire il cantiere di raccolta a vantaggio della qualità del prodotto e per soddisfare le richieste di un sempre più ampio numero di clienti, in decine di nazioni, in quattro continenti.
Tutti i lavoratori (oltre 1.150) passano alle dirette dipendenze del Consorzio Melinda, vengono creati sei reparti che centralizzano il 100% delle operazioni, introdotte moderne tecniche di gestione per obiettivi e avviati piani di formazione per tutte le persone che operano nei ruoli chiave.
In questi anni, la produttività aumenta, i costi di lavorazione diminuiscono, il raccolto cresce e l’efficienza della commercializzazione pure. Tutti i target fissati dal piano strategico sono via via raggiunti o superati con grande soddisfazione dei soci frutticoltori.

2004: Arrivano gli snack salutari Melinda

Il Consorzio Melinda avvia una partnership con alcune aziende trentine che producono e commercializzano prodotti a base di mela: nascono Melinda Mousse, Melinda Snack, Melinda Barretta, Melinda Juice e Melinda Strudel. Il successo è immediato.

2009 - 2010:  L’unione continua

Insieme con le altre principali organizzazioni di produttori di mele del Trentino Alto Adige, il Consorzio Melinda costituisce FROM ed entra nella compagine sociale di VOG products. Nel 2010, nasce NovaMela in collaborazione con un altro primario gruppo frutticolo internazionale.
2014: le ciliegie, le fragole e i frutti di bosco Melinda sulle tavole degli italiani.
Le particolari caratteristiche del suolo e del clima rendono il territorio di Melinda molto adatto anche alla coltivazione di ciliegie, fragole, lamponi, more, ribes etc. È così che nell’estate del 2014 le prime confezioni a marchio Melinda di questi frutti, meravigliosi per il palato e la salute, arrivano sul mercato italiano.