Le celle ipogee di Melinda

 

Dalla cantina dei nonni alle grotte sotterranee.

Non c'è luogo in cui le nostre mele stiano bene come al di sotto delle radici degli alberi da cui sono nate, su cui sono cresciute e diventate Melinda. 
La stessa sottile energia che ha nutrito i meli ora protegge i frutti.
È un posto non molto diverso dalla cantina dove i nostri nonni conservavano le mele, stendendole una a una sulla paglia, al buio e a una temperatura pressoché costante in tutte le stagioni. 
Grazie a una felice intuizione, da qualche anno le mele della Val di Non vengono tenute nell'atmosfera fresca e umida di immense gallerie, ottimizzando così le cavità rimaste dall'attività estrattiva della roccia da parte di Tassullo, l'azienda produttrice di materiali edili concessionaria della Miniera di Rio Maggiore.

Un nuovo metodo di conservazione, vecchio di millenni.

Le celle ipogee di Melinda, questo è il loro termine tecnico, si trovano a 900 m dall’ingresso delle cave, a circa 575 m sul livello del mare, e a 275 m sotto la superficie della terra in cui sono stati piantati i nostri primi meleti. 
All’interno della montagna c'è un ammasso roccioso di circa 80 ettari costituito interamente da dolomia (carbonato doppio di calcio e magnesio di cui sono fatte le Dolomiti) formatosi circa 200 milioni di anni fa quando - durante la fase di deriva dei continenti - la zolla continentale Africana si spostò verso Nord, cioè verso quella Euroasiatica. Questo fenomeno determinò il corrugamento della crosta terrestre e, di conseguenza, l’emersione delle Alpi dalle profondità marine. In quel periodo, il clima era simile a quello dei Caraibi e infatti molti minerali presenti nelle grotte contengono alghe fossili.
Qui è stato realizzato da Melinda il primo e unico impianto al mondo per la frigo-conservazione di frutta in ambiente ipogeo e in condizioni di atmosfera controllata, ovvero un frigorifero naturale che rispetta l’ambiente e mantiene intatta la qualità delle mele Melinda. Partendo da un’idea vecchia come il mondo e dopo un importante lavoro di sviluppo – sia teorico sia pratico - svolto da Melinda e Tassullo Materiali, con il supporto di numerosi istituti di ricerca italiani ed esteri, si è riusciti a ottenere risultati considerevoli dal punto di vista della sostenibilità: una notevole riduzione dell’impronta ambientale complessiva dell’opera oltre alla diminuzione dell'impegno economico rispetto a quello medio per la realizzazione di un equivalente impianto in epigeo, cioè in superficie.
E così, questo rivoluzionario metodo di conservazione oggi contribuisce in maniera determinante alla salvaguardia del nostro ambiente, grazie:

1. Alla riduzione del consumo di energia (che significa diminuzione dell’immissione di CO2 nell’atmosfera);  
2. Al forte risparmio idrico conseguente alla possibilità di usare la geotermia per il raffreddamento dei compressori;
3. All’eliminazione dei pannelli coibentanti in poliuretano espanso, il cui smaltimento genera forte inquinamento;
4. alla tutela del paesaggio e del territorio agricolo evitando di edificare un nuovo grande capannone in superficie;
5. All’ottimizzazione di una cavità mineraria esistente, altrimenti inutilizzata.

InernoCelle

Visita virtuale alla grotta delle mele.

E ora addentriamoci un po’ di più nel linguaggio tecnico per approfondire le caratteristiche di questo esemplare impianto.
Per realizzarlo, sono stati scavati circa 90.000 m3 di Dolomia, tutta già utilizzata dalla Tassullo per la produzione dei suoi materiali. Oltre agli spazi di accesso e di servizio, l’impianto si sviluppa in tre corridoi paralleli lunghi circa 110 m: uno centrale, largo 10 m e alto 6 m circa, che funge da passaggio ai due anditi laterali larghi circa 12 m e alti 11 m, suddivisi in sei celle uguali tra loro per il primo lotto e undici per il secondo (23 celle totali), per una capacità complessiva di circa 19.000 tonnellate di mele.   
Nella sala macchine sono presenti tre compressori al freon e lo scambiatore di calore con cui viene raffreddato il glicole che va poi a portare il freddo nei pacchi frigoriferi installati in ogni cella. In questo impianto non c’è ammoniaca: un grande vantaggio in termini di sicurezza e rispetto dell’ambiente!

Dentro Cella
 

È inoltre presente una grande vasca che contiene circa 100.000 litri di acqua pompata dal sottosuolo. Nel corso del suo lento viaggio, l’acqua viene filtrata dalla roccia diventando così batteriologicamente pura, quindi anche ottima da bere. Va poi ad accumularsi a circa 100 m di profondità sotto il livello dell’impianto, dove gli strati argillosi ne impediscono l’ulteriore uscita. L’acqua della vasca serve sia come riserva antincendio sia, e soprattutto, per raffreddare i compressori. La centrale di controllo di tutto l’impianto consente di impostare i parametri di conservazione desiderati e di monitorare da remoto il corretto funzionamento di tutti gli apparati. Questo impianto, capace di accogliere circa 1.900 vagoni di mele, ha richiesto un  investimento complessivo di circa 16 milioni di euro.   

Compressore

 

Le Celle

Ognuna delle 23 celle è lunga 25 m, alta 11 m e larga 12 m ed è in grado di contenere circa 2.800 bin da 300 kg l’uno, cioè quasi 90 vagoni (900.000 kg). L’impermeabilità ai gas è garantita dalla struttura della roccia e da un sottile strato di spritz-beton, mentre la coibentazione termica è assicurata dall’ammasso roccioso che, una volta raffreddato fino a 5-7 m di profondità intorno alle celle, in uno o due anni, fungerà da isolante termico per le celle stesse.

Le celle sono tutte dotate dei più moderni dispositivi tecnici e di sicurezza come, ad esempio, gli assorbitori esterni della CO2 in eccesso rispetto al valore ideale per la conservazione e la composizione standard dell’aria interna. Si può procedere all’apertura delle celle quando alcuni semafori danno la luce verde.

Premi e Riconoscimenti

Good Energy Award 2015

A Melinda è stato attribuito il riconoscimento ideato da Bernoni Grant Thornton per le imprese italiane che maggiormente hanno investito in iniziative verso l’ambiente, l’economia e il territorio tramite interventi volti al risparmio e al contenimento energetico. 

GEA

Sodalitas Social Award 2015

Dedicato alle iniziative che in questi anni hanno contribuito a diffondere la cultura della Sostenibilità d’impresa.
A Melinda il Primo premio nel settore «Terza rivoluzione industriale e nuovi sistemi produttivi»

Sodalitas
 

Conclusioni

Possiamo definire questo luogo un sito molto speciale dal punto di vista geologico, ma anche un impianto unico al Mondo in grado di generare risparmi e di ridurre l’impronta ambientale derivante dalla attività produttiva del Consorzio Melinda.