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Il premier Matteo Renzi in vista a Melinda

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Breve sosta a Mollaro in Val di Non per il premier Matteo Renzi con la visita alle celle ipogee di Melinda ricavate dalle gallerie della Tassullo: un sistema all’avanguardia, unico al mondo e a impatto ambientale e paesaggistico zero.

Mele e data center sottoterra. Complimenti, ho scoperto una cosa che non conoscevo. Dateci una mano a rimettere in moto l’Italia. E il premier rivolto a Michele Odorizzi rispolvera un ricordo d’infanzia: da piccolo mangiavo sempre le golden.


Mollaro, 5 maggio 2015 – “Complimenti, un progetto interessante che non conoscevo”. Il premier Matteo Renzi si è ritagliato lo spazio per una visita alle celle ipogee di Melinda nella sua intensa giornata in regione. Nelle gallerie scavate e lasciate vuote dal cementificio Tassullo si sta sperimentando la conservazione di mele in ambiente ipogeo, che permette un notevole risparmio di energia, ambiente e occupazione del suolo. Tunnel che ospiteranno anche un data center tra i più grandi in Italia.

    Due buoni motivi per scendere in elicottero in Val di Non, proveniente da Bolzano, per visitare questo luogo prima di proseguire per Trento e poi Rovereto.

    Il presidente di Melinda Michele Odorizzi ha accolto il premier ringraziandolo per la presenza,  insieme al consiglio e al direttore di produzione Franco Paoli. “Il Trentino viene spesso dipinto come terra di privilegi – ha esordito Odorizzi – ma questo è un esempio di sviluppo di innovazione e tecnologia che dimostra la nostra capacità di organizzazione e visione di futuro”.

    Il presidente del Consiglio ha voluto essere informato sull’andamento commerciale del settore, sulle varietà presenti in valle, e sulle motivazioni che hanno portato al progetto di conservazione in galleria. Svelando anche un ricordo personale dell’infanzia: “mia mamma mi dava sempre le golden da piccolo”.

     “Ho scoperto una cosa che non conoscevo nel modo più assoluto, e quindi sono felicissimo di essere qui. Trovo che questo sia un luogo straordinario, mi affascina l’idea che si possa recuperare il 50% dell’energia elettrica da una diversa organizzazione degli spazi di conservazione delle mele. L’innovazione dei data center e la conservazione delle mele sono assolutamente interessanti. Questo è il momento in cui l’Italia riparte con l’Expo e non solo con l’Expo. Un simbolo molto bello”.

    E poi il premier, rivolgendosi ai lavoratori, ha affermato: “l’Italia riparte se gli italiani ci mettono il loro impegno, la loro fantasia, che io ho visto qui. Per salvare l’Italia occorre che ci siano i cittadini. Dateci una mano, l’Italia la rimettiamo in moto insieme”.

    Il presidente della Provincia autonoma Ugo Rossi ha consegnato a Renzi l’aquila di San Venceslao, una mela e un cavo in fibra ottica: le radici della nostra autonomia, il prodotto di eccellenza del territorio e l’innovazione per il futuro. “Tre simboli del Trentino - ha detto Rossi - con i piedi ben piazzati per terra ma la capacità di guardare ad un mondo globale”.

    L’impianto ipogeo per la frigo-conservazione    

    Melinda dispone del primo ed unico impianto al mondo realizzato per la frigo-conservazione di frutta in ambiente ipogeo ed in condizioni di atmosfera controllata realizzato per soddisfare la necessità di numerose cooperative di Melinda di aumentare gli spazi a loro disposizione per la conservazione delle mele per far fronte alle esigenze di stoccaggio di una crescente produzione.
    Tale impianto è situato all’interno della miniera di Rio Maggiore che è un ammasso roccioso di circa 80 HA di estensione costituito interamente da Dolomia – la roccia fatta di carbonato doppio di calcio e Magnesio di cui sono fatte le Dolomiti.
    Per realizzarlo sono stati scavati circa 90.000 m3 di Dolomia, tutta già utilizzata dalla Tassullo Materiali per la produzione dei loro prodotti finiti.  Sono state realizzate 12 celle tutte uguali tra loro, per una  capacità totale è di circa 10.000 tons.  
    Questa tipologia di impianto garantisce la riduzione del consumo di energia (che significa riduzione dell’immissione di CO2 nell’atmosfera); un forte risparmio idrico conseguente alla possibilità di usare la geotermia per il raffreddamento dei compressori; l’eliminazione dei pannelli coibentanti il cui smaltimento genera forte inquinamento; la salvaguardia del paesaggio e del territorio agricolo derivante dalla non realizzazione dell’ennesimo grande capannanone in superficie.
 

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