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Melinda a EXPO 2015. La Natura è servita, il Pianeta ringrazia.

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Il brand della mela D.O.P. italiana più conosciuta al mondo, presenta in Piazzetta Trentino dal 25 settembre all’1 ottobre il primo progetto al mondo per la conservazione delle mele in ambiente ipogeo

Milano Expo 2015, 4 agosto - E’ immancabile l’appuntamento di Melinda con i suoi estimatori in occasione del periodo di Expo dedicato al Trentino. Perché la mela è il frutto più conosciuto al mondo e perché la mela Melinda, oltre ad essere la preferita in Italia, è simbolo indiscusso delle Valli Trentine.

In Italia Melinda copre il 15% della produzione media annua di mele. Conosciute da tutti sono le varietà Golden Delicious, Red Delicious, Renetta Canada - le uniche in Italia a Denominazione di Origine Protetta - Gala, Fuji ed Evelina, l’ultima nata.
Dalla raccolta alla distribuzione, Melinda rispetta da sempre i più severi standard internazionali di certificazione e oggi si presenta con un progetto straordinario, l’Impianto Ipogeo per la Frigo-Conservazione, il primo ed unico al mondo, realizzato per la frigo-conservazione di frutta in grotte sotterranee in condizioni di atmosfera controllata.
L’impianto è situato all’interno della miniera di Rio Maggiore, nel comune di Predaia (TN), un ammasso roccioso di circa 80 ettari di estensione costituito interamente da dolomia, da dove sono state ricavate - scavando circa 90.000 m3 di roccia - 12 celle uguali tra loro, in grado di contenere 900 tonnellate di prodotto, equivalenti a circa 5 milioni di mele.
Un brevetto che vuole bene al Pianeta e bene si colloca tra le novità internazionali di Expo 2015. Sfruttando la capacità termica della roccia, si ottiene un importante risparmio idrico ed energetico con la conseguente riduzione delle emissioni di CO2. Viene inoltre preservato il paesaggio della Valle, dato che non sarà necessario costruire nuovi magazzini in superficie.

“La Val di Non e la Val di Sole sono ambienti straordinariamente adatti per il melo, coltivato in Trentino già alla fine del secolo XVII” – afferma Michele Odorizzi, Presidente del Consorzio Melinda – “una vocazione territoriale perfetta per la frutticoltura dove ben si colloca l’intraprendenza della nostra gente, che fa dell’operatività uno stile di vita. Il nuovo impianto di conservazione arriva dalla costante osservazione della Natura che ci circonda, mai dimenticando che è solo attraverso la tutela del nostro territorio che possiamo parlare di futuro ai nostri figli”.

Nel nostro paese più del 50% delle mele Golden mangiate portano sulla propria buccia il bollino Melinda. Anche il mercato estero ultimamente è stato oggetto di attenzione ed investimenti da parte del brand della Val di Non, tanto da crescere dal 12% nel 2011 al 25% negli ultimi 3 anni, un presidio che raggiunge oggi 48 Paesi stranieri.
Al Consorzio Melinda aderiscono 16 cooperative di oltre 4.000 famiglie di frutticoltori che coltivano circa 6.500 ettari di meleti per 400.000 tonnellate di prodotto/anno. La ricetta che fa crescere questa meraviglia è tutta naturale: l’altitudine compresa tra 400 e 1000 metri sul livello del mare, l’esposizione a oltre 2000 ore/anno di luce solare, la caratteristica del suolo derivante da rocce dolomia e tonalite, l’abbondante acqua estiva proveniente dai ghiacciai e infine l’ampia escursione termica giornaliera, >16°C in settembre.

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